
Uno degli errori più comuni dei venditori privati è confondere il valore affettivo con il valore di mercato. La casa in cui si è vissuto per anni, che ha visto crescere una famiglia o che rappresenta un investimento importante, ha un peso emotivo comprensibile. Il mercato, però, non ragiona per emozioni.
Il prezzo giusto non nasce da:
quanto si è speso per acquistare e/o ristrutturare;
quanto “serve” al venditore per fare un altro acquisto;
quanto si spera di ottenere.
Nasce invece dall’incontro tra domanda reale e offerta concreta, in un contesto preciso come quello del mercato immobiliare barese.
Un altro errore frequente è pensare che a Bari “i prezzi siano quelli”. In realtà, ogni quartiere ha dinamiche proprie e spesso anche all’interno della stessa zona i valori cambiano sensibilmente in base a:
stato dell’immobile;
piano, esposizione e luminosità;
presenza di ascensore;
contesto condominiale;
servizi e collegamenti.
Stabilire un prezzo corretto significa conoscere il mercato reale, non quello teorico o letto online. Le stime automatiche dei portali possono offrire un’indicazione di massima ma non sostituiscono un’analisi professionale, soprattutto in una città complessa e stratificata come Bari.
Nel ciclo di vita di un annuncio immobiliare, le prime settimane sono le più importanti. È in quella fase che si concentra l’attenzione degli acquirenti realmente interessati: persone che cercano attivamente casa, con budget definito e tempi chiari. Se il prezzo di ingresso è corretto:
l’annuncio genera contatti qualificati;
le visite aumentano;
la trattativa parte da una posizione solida.
Se invece il prezzo è troppo alto:
l’immobile viene ignorato o “saltato”;
resta online troppo a lungo;
perde progressivamente attrattività.
Una casa che resta ferma sul mercato inizia a indebolirsi, indipendentemente dalla sua qualità.
Molti venditori privati partono da un prezzo alto con l’idea di abbassarlo in un secondo momento. È una strategia che, nella maggior parte dei casi, si rivela controproducente.
Quando un immobile resta visibile per mesi:
gli acquirenti lo riconoscono;
iniziano a chiedersi cosa non vada;
si aspettano sconti più consistenti.
Il risultato è spesso paradossale: si finisce per vendere a un prezzo inferiore rispetto a quello che si sarebbe potuto ottenere partendo correttamente.
Stabilire il prezzo corretto non significa rinunciare al valore della casa ma posizionarla nel modo giusto, rendendola competitiva e appetibile rispetto alle alternative presenti sul mercato.
Un prezzo realistico:
accelera i tempi di vendita;
rafforza la posizione del venditore in trattativa;
riduce il rischio di ribassi forzati.
È un lavoro di equilibrio, che richiede esperienza, dati aggiornati e conoscenza del territorio.
Un’agenzia strutturata come Rubino Case, con 44 anni di attività, 34 consulenti e 5 sedi tra Bari, Barletta, Trani, Modugno e Monopoli, lavora quotidianamente su questo aspetto. La valutazione non è mai un numero isolato ma il risultato di:
analisi delle vendite recenti;
studio della domanda attiva;
confronto con immobili simili realmente venduti, non solo pubblicati.
Questo approccio consente di governare il tempo della vendita invece di subirlo.
Sbagliare il prezzo di ingresso non è un errore neutro perchè una casa che resta ferma sul mercato perde forza contrattuale, accumula mesi di attesa e, spesso, finisce per essere venduta a condizioni peggiori. Il tempo, nel mercato immobiliare, è una variabile economica quindi più una vendita si allunga, più il rischio è quello di perdere soldi, non solo opportunità.
Per questo, quando si decide di vendere casa a Bari, la scelta del prezzo iniziale non va improvvisata. È una decisione strategica, che merita competenza, metodo e conoscenza del mercato.