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06/10/2021
La riforma fiscale 2021 di Draghi in 10 punti: dall’Irpef al catasto

Via libera alla riforma fiscale 2021 del governo Draghi. Il Cdm ha approvato il testo della legge delega della riforma fiscale, al momento ancora in bozza, composto da 10 articoli che vanno dal taglio dell’Irpef, all’IVA, alla riforma del catasto. Vediamo quali sono le ultime notizie e quando entra in vigore la riforma del catasto 2022. 

Nella riunione del 5 ottobre il Consiglio dei Ministri presieduto da Mario Draghi ha approvato il testo della legge delega sulla riforma fiscale che comprende 10 articoli. Ma si tratta solo del primo passo verso la revisione completa dell’intero sistema fiscale. Una volta individuate quelle che sono le priorità spetterà infatti al governo emanare entro 18 mesi dall’entrata in vigore della legge delega sulla riforma fiscale decreti legislativi di attuazione.

Il taglio dell’Irpef nella riforma fiscale

Arriverà forse nel 2021, ma più probabilmente nel 2022, uno dei punti più importanti di questa riforma fiscale: il taglio dell’Iperf per i ceti medi. Si basa su due pilastri: la distinzione tra redditi da capitale e redditi da lavoro e la riduzione delle aliquote Irpef sui redditi da lavoro.

  • Per i redditi da capitale è prevista la tassazione proporzionale, tendenzialmente con un’aliquota uguale per tutti i redditi da capitale, ma con gradualità. L’obiettivo è quello di razionalizzare l’attuale sistema e rendere più efficiente il mercato dei capitali.
  • Per i redditi da lavoro è prevista la riduzione delle aliquote effettive medie e marginali dell’Irpef, con l’obiettivo di incentivare l’offerta di lavoro, in particolare nelle classi di reddito dove si concentrano i secondi percettori di reddito e i giovani.

Riforma fiscale e detrazioni

La riforma fiscale 2021 di Draghi prevede anche la revisione delle deduzioni dalla base imponibile e delle detrazioni dall’imposta (cioè delle cosiddette spese fiscali), che dovrà basarsi su una valutazione attenta dell’equità e dell’efficienza dei diversi interventi.  Infine, si prevede il riordino della tassazione del risparmio, facendo attenzione alla necessità di non generare spazi per l’elusione dell’imposta.

Riforma fiscale: l’Ires per le imprese

Novità anche per l’Ires nella riforma fiscale 2021. Nel processo di attuazione della delega si potrà modificare la struttura delle imposte (aliquote e basi imponibili) a carico delle imprese in modo da allinearla a quella tendenzialmente e gradualmente omogena prevista per la tassazione di tutti i redditi da capitale. All’interno di questo contesto, in ogni caso gli interventi potranno anche favorire la semplificazione dell’IRES, con l’obiettivo di ridurre gli adempimenti a carico delle imprese.

La nuova Ires dovrà prendere in considerazione “le variazioni in aumento e in diminuzione apportate all’utile o alla perdita risultante dal conto economico per determinare il reddito imponibile, al fine di adeguarla ai mutamenti intervenuti nel sistema economico, anche allineando tendenzialmente tale disciplina a quella vigente nei principali Paesi europei”

L’IVA e le imposte indirette

Per quanto riguarda l’Iva nella riforma fiscale si stabilisce l’obiettivo di razionalizzare l’imposta, con riguardo anche ai livelli delle aliquote e alla distribuzione delle basi imponibili tra le aliquote stesse. Si mira a semplificare la gestione del tributo e a ridurre i livelli di evasione e di erosione dell’imposta

La riforma del catasto

Per quanto riguarda la riforma del catasto l’obiettivo è quella di far emergere immobili e terreni non accatastati. A ciascun immobile bisognerà inoltre attribuire, oltre alla rendita catastale, anche il “relativo valore patrimoniale e una rendita attualizzata in base ai valori normali espressi dal mercato”.

Sovraimposta

Il disegno di legge prevede la sostituzione delle addizionali regionali e comunali all’Irpef con delle rispettive sovraimposte. Il nuovo sistema potrà essere disegnato al fine di garantire comunque che nel loro complesso Regioni e Comuni abbiano un gettito equivalente.

Imu nella riforma fiscale

Si prevede la revisione dell’attuale riparto tra Stato e comuni del gettito dei tributi sugli immobili destinati a uso produttivo, al fine, tra l’altro, di rendere l’IMU un’imposta pienamente comunale.

Riforma fiscale e riscossione

Per rendere l’attività di riscossione più efficiente, il governo ha previso un cambiamento anche dell’attuale meccanismo di renumerzione dell’agente della riscossione. L’obiettivo è quello di evitare “duplicazioni” organizzative, logistiche e funzionali, anche grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie.

Agenzia delle Entrate e Riscossione

Il testo interviene per riformare il sistema della riscossione superando l’attuale sistema che vede una separazione tra il titolare della funzione di riscossione (Agenzia delle Entrate) e il soggetto incaricato dello svolgimento dell’attività (Agenzia delle Entrate-Riscossione).

Codici

Si prevede la codificazione delle norme tributarie e si mira ad avviare un percorso per giungere a un riordino di tutte le norme all’interno di Codici.

 

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