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25/01/2019
Mutuo, che succede se non si paga?

Il rimborso della rata del mutuo può essere a volte un impegno gravoso, non sempre sostenibile a causa di eventi imprevisti. Quali sono le conseguenze di un ritardo nei pagamenti? Che ne è della casa quando non si riesce a rimborsare il mutuo?

La preoccupazione di un mancato pagamento si può dire condivisa sia dal mutuatario che dalla banca: anche quest’ultima infatti vede trasformarsi un credito ipotecario in salute in un credito in sofferenza, che può trasformarsi in un cosiddetto “UtP” (Unlikely to pay) se non addirittura in un “Npl” (Non performing loan). Dal punto di vista del cliente, invece, la necessità della banca di rivalersi sulla casa si trasforma nell’incubo del pignoramento.

Premesso che la prevenzione, in questo caso, è la migliore cura, il primo passo per evitare che si creino circostanze spiacevoli è quello di una corretta valutazione, da parte della banca, del rating dell’aspirante mutuatario. In altre parole, la banca deve chiedere, come prima garanzia, la sostenibilità della rata del mutuo, in modo che non superi un terzo del reddito mensile, che deve essere regolare e documentato, del cliente. In questo modo ci si tutela in partenza, almeno al netto di imprevisti, contro la possibilità che la rata del mutuo diventi troppo alta per essere pagata con regolarità. In aggiunta, si possono chiedere garanzie e polizze a tutela di imprevisti come la perdita del lavoro o le mutate condizioni di salute se non il decesso.

In più, il Governo ha previsto da tempo la possibilità di sospendere il pagamento della quota capitale del mutuo per qualche mese in caso di difficoltà, una misura a cui si può tentare di ricorrere qualora la propria banca sia di quelle che aderisce alla relativa convenzione Abi, e ne valuti positivamente l’opportunità.

Se, nonostante tutto questo il pagamento dovesse risultare comunque difficoltoso, il mancato versamento della rata, se protratto, può dar luogo alla segnalazione come cattivo pagatore presso il sistema di informazioni creditizie, circostanza che può danneggiare l’eventuale richiesta di altri mutui o prestiti, costituendo una nota di demerito.  In ogni caso, a tutela del mutuatario, la banca è tenuta ad inviare un avvisoqualora decida di procedere alla segnalazione, per dare modo al ritardatario di ravvedersi in tempo senza far scattare la sanzione.

Per pagamento ritardato, in particolare, si intende effettuato tra i 30 e i 180 giornidopo la data di scadenza. Per ogni rata non versata, peraltro, maturano gli interessi di mora oltre ad altri eventuali costi accessori. Se il pagamento tarda per sette rate, anche non consecutive, la banca può chiedere di risolvere il contratto chiedendo la restituzione immediata delle somme residue, procedendo al  pignoramento della casa con successiva vendita all’asta per saldare il debito. Circostanza,questa, che avviene nel momento in cui non si sia riusciti a trovare alcuna soluzione stragiudiziale di concerto con l’istituto di credito, che a sua volta eviterebbe volentieri di sobbarcarsi i lunghi tempi della giustizia nonché l’incombenza di immobili da gestire.

L’obbiettivo è infatti quello di cercare per quanto possibile di trovare un acquirente per l’immobile, che lo acquisti ad un prezzo quanto più possibile vicino all’ammontare del debito del mutuatario, in modo da liberare quest’ultimo di ogni pendenza e la banca di un patrimonio immobiliare di troppo, che rischia di svalutarsi nella lunga corsa alle aste che spesso vanno deserte. L’invito è sempre quello di concordare un piano di rientro con la banca, o di avvalersi di consulenti professionisti che aiutino le parti ad evitare il peggio.

 

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